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Un’oasi nel deserto dei rifiuti

Anche Vivisimeto e Legambiente Catania hanno partecipato all’iniziativa ‘Puliamo il mondo’, chiamando a raccolta una trentina di volontari per ripulire l’Oasi del Simeto, oberata da rifiuti d’ogni tipo.

Una domenica di festa e di duro lavoro quella che ha visto impegnati una trentina di volontari, chiamati a raccolta da Legambiente Catania e Vivisimeto, per ripulire l’oasi che dal fiume prende il suo nome. Adulti, giovani e bambini hanno preso parte all’iniziativa, alternandosi per tutto il giorno nell’opera di pulizia. Quello che si è presentato davanti ai loro occhi e che queste immagini mostrano è sicuramente più degno di una discarica a cielo aperto che di un’area protetta. Tubi d’amianto, isolatori elettrici in disuso, che dovrebbero essere smaltiti come rifiuti speciali, copertoni in gomma di mezzi pesanti e leggeri. Il tutto abbandonato presso il fiume, nella più totale noncuranza e mancanza di rispetto di ciò che dovrebbe essere un patrimonio comune, da proteggere ad ogni costo.

Neanche il depuratore di ponte Barca, i cui parametri peraltro non rispettano le norme comunitarie. sembra funzionare a dovere. Osservando le acque del fiume, anche un profano può accorgersi che il loro colore non è indice di buona salute. E il roditore morto proprio accanto allo scarico che dovrebbe convogliare l’acqua ripulita ne è un segno ancora più lampante. E a proposito del ponte Barca, la sua traversa non funziona correttamente in quanto uno dei giunti è danneggiato, rendendo così impossibile la raccolta dell’acqua nell’invaso. Ciò ha già avuto effetti negativi sull’habitat dell’oasi, con molti uccelli scomparsi dalla zona, e ne avrà di peggiori sull’agricoltura che rischia di rimanere ancora a secco. Il problema andrebbe quindi risolto prima della prossima stagione estiva.

Tornando al depuratore, più volte Vivisimeto ha segnalato il problema alle autorità competenti, senza ottenere risposte adeguate. L’Ato Acqua, che avrebbe dovuto occuparsi della messa in sicurezza del depuratore, si sta sciogliendo e dunque le sue competenze dovrebbero passare all’Ama. L’operazione richiederebbe fondi regionali pari a 500,000 euro per essere portata a termine.

Tutto ciò non giustifica comunque lo scempio che si è presentato agli occhi dei volontari. E proprio allo scopo di sanare la zona e renderla fruibile ai cittadini per scopi più salubri, Vivisimeto chiede di avere in gestione l’area antistante al ponte.

Silvia Giangravè

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