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Una minaccia per i cani randagi

2Ancora un altro, l’ennesimo, gesto sconsiderato nei confronti di animali si registra a Paternò. Ancora una volta, persone senza troppi scrupoli decidono di ricorrere al fai da te per liberarsi dei cani randagi, allestendo delle vere e proprie trappole mortali. L’ultima, in ordine di tempo, è stata scoperta, domenica, alla Villa Comunale Moncada, dove alcuni ragazzi che si trovavano a passeggiare lì con i propri cani, hanno rinvenuto dei bocconi di carne, all’interno dei quali erano conficcati dei grossi spilli da sarta. Quasi superfluo sottolineare che se un cane o un gatto randagio li avesse ingeriti, sarebbe morto dopo una lunga e atroce agonia. Ma per fortuna, ai giardini comunali non si registra una particolare presenza di branchi di cani randagi, cosa che rende questo atto ancora più incomprensibile. E se il gesto in sé, dal punto di vista etico, è assolutamente da condannare, va anche sottolineato che è del tutto inutile, visto che uccidere degli animali inermi non risolve assolutamente il problema del randagismo, per il quale l’unica soluzione possibile può essere la sterilizzazione. La nostra redazione, anche attraverso le varie associazioni che si occupano dei cani randagi presenti sul territorio paternese, l’ha più volte ribadito; l’ultimo episodio risale solamente a qualche giorno fa, quando esche avvelenate sono state ritrovate nell’area dell’ospedale SS.Salvatore.

24/11/14

Silvia Giangravè

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