Un’esplosione, dall’interno verso l’esterno. E’ questa l’unica certezza rispetto alla tragedia che ieri sera si è consumata a Catania, in una palazzina tra via Garibaldi e via Sacchero, nel centro storico della città, dove hanno perso la vita il proprietario dell’immobile, un anziano di 75 anni, Giuseppe Longo e due vigili del fuoco Dario Ambiamonte, di 40 anni e Giorgio Grammatico di 36 anni, intervenuti in soccorso. Gravi sono, inoltre, le condizioni dei due vigili feriti: il caposquadra Marcello Tavormina, di 38 anni, che ha riportato un trauma cranico e il vigile Giuseppe Cannavò, anche lui 38enne, con una lesione polmonare, entrambi ricoverati all’ospedale Garibaldi di Catania. L’unico vigile del fuoco, l’autista del mezzo di soccorso, salvatosi è sotto shock. Agli investigatori ha raccontato che era vicino al mezzo per prendere degli attrezzi, quando ha sentito la deflagrazione. Poi l’orrore davanti ai suoi occhi, una scena, come ha evidenziato che non potrà mai dimenticare.

A portare la squadra dei vigili del fuoco di Catania sul posto, ieri sera, poco prima delle 20, è stata una chiamata, arrivata alla centrale operativa, per una perdita di gas. Non chiaro chi abbia telefonato. Al momento vi sono ipotesi contrastanti, tra quanti parlano di un passante e quanti, invece, indicano la richiesta di aiuto nel 75enne.

Anche le fasi successive all’arrivo dei vigili del fuoco al momento non sono chiare, solo le dichiarazioni dei vigili sopravvissuti e l’esito delle indagini potranno far chiarezza; in questa fase, dunque, si resta nel campo delle ipotesi. In una nota stampa, diffusa questa mattina, dal comando provinciale dei pompieri di Catania si mettono, però, i punti fermi su alcuni fatti. “La squadra di cinque uomini, dotati di esplosimetro – si legge nella nota -, si è avvicinata all’ingresso dell’attività e, constatando la presenza del titolare all’interno, si apprestava ad entrare, quando veniva investita dall’esplosione. Con riferimento alle notizie apparse su alcuni organi di stampa – continua la nota -, si precisa che non emergono al momento elementi che indichino un innesco provocato dall’esterno per l’uso di attrezzature da parte dei vigili del fuoco. Sono in corso gli accertamenti per stabilire la dinamica dell’evento.” Da parte dei vigili del fuoco è stata smentita dunque, che i pompieri avessero preso una motosega per poter entrare. Anche perché, come detto, l’esplosione è avvenuta dall’interno verso l’esterno, come dimostra anche la porta d’ingresso, che la deflagrazione ha fatto volare per alcuni metri prima che cadesse su un’auto parcheggiata. Intanto, il capo del corpo nazionale Gioacchino Giomi è arrivato, questa mattina, a Catania per portare il conforto ai familiari delle vittime e per visitare i colleghi feriti.