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Territori a rischio idrogeologico

Dalle 5 terre a Barcellona pozzo di gotto, dalla Liguria alla Sicilia, quest’ultimo scorcio d’autunno si caratterizza per le forti, violentissime piogge che arrivano improvvise, bombe d’acqua le chiamano, seminando morte e disperazione. Si parla di fatti eccezionali, ma a guardare alla periodicità, sempre più nel breve periodo, con la quale questi fenomeni si presentano, sarebbe meglio pensare ad una nuova fase climatica da affrontare con i giusti e necessari interventi. Solo qualche settimana fa Paternò è stata vittima di un violentissimo nubifragio, con una grandinata protrattasi per circa mezz’ora, che ha distrutto il prodotto delle campagne. Torrenti che straripano, argini che si infrangono come grissini, il territorio che cambia d’improvviso, il problema resta quello della sicurezza dei cittadini. A Saponara tre persone hanno perso la vita, e la mente corre a Scaletta Zanclea e Giampilieri, devastate nell’ottobre del 2009. Immagini terribili ma non nuove. A Scaletta Zanclea già nel 1957 un violentissimo nubifragio fece scivolare a valle parte delle montagne intorno, negli anni ’70, si parlava già in ambito nazionale della necessità di un piano di intervento, che contrastasse la cementificazione selvaggia e che prevedesse una maggiore salvaguardia del territorio. Gli anni passano ma nulla è cambiato. Né la politica nazionale né quella locale sembrano interessate al problema. Si continua ad andare avanti senza una vero piano di costruzioni che tenga in considerazione il rischio idrogeologico, che ponga in primo piano le sistemazioni idraulico-agrarie e idraulico-forestali. Si intubano torrenti, si aggrediscono le aree boschive. Territori spesso, dunque, in mano a tecnici fin troppo superficiali. Ed ecco il risultato.

23/11/11

Mary Sottile

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