Stipendi italiani

Arriva una nuova analisi del Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne sugli stipendi italiani. Un paese diviso a metà con retribuzione che cambiano molto di provincia in provincia, e reddito, che varia in base alla tipologia di mansione svolta e non solo, dei lavoratori dipendenti che resta totalmente disomogeneo.

I dati si basano sull’andamento del reddito da lavoro dipendente tra il 2019 e il 2021. Non è il solito divario tra Nord e Sud, anche perché le ultime due province sono nel Lazio e la quint’ultima è in Lombardia.

In 22 province su 107, in questo lasso di tempo, le buste paga sono diminuite. In questo caso, nella top 3 troviamo Venezia, Firenze e Prato. Al contrario, in quella in positivo, invece, abbiamo Milano, Parma e Savona: qui gli stipendi sono aumentati di più di mille euro in tre anni.

In assoluto al primo posto troviamo Milano, seguita da Bolzano e Bologna. Invece, per quanto riguarda le città siciliane, Catania è al 72esimo posto. Posizionate ancora più in basso sono Caltanissetta, Palermo, Messina, Trapani, Agrigento ed Enna. In particolare, quest’ultime due occupano le ultime quattro posizioni in classifica. A piazzarsi meglio sono Ragusa e Siracusa, rispettivamente alla 51esima e 60esima posizione.