La Polizia di Stato ha eseguito il provvedimento di fermo nei confronti di 11 persone ritenute responsabili di avere preso parte a due organizzazione criminali distinte, ma collegate, dedite a frodi assicurative quanto mai cruente, realizzate attraverso la mutilazione degli arti di “vittime compiacenti”. Le indagini hanno portato alla luce un sistema strutturato di frodi, che metteva in scena finti incidenti stradali in cui figuravano come parti lese soggetti, per lo più di giovane età, reclutati dagli odierni fermati adescandoli tra disoccupati al limite della povertà, tossicodipendenti, persone affette da problemi di alcolismo e ritardi psichici. La prospettiva illusoria di intascare lauti risarcimenti aveva facile presa su persone disperate e indigenti, che acconsentivano a subire lesioni di particolare gravità, illusi dalla promessa che il risarcimento assicurativo sarebbe stato enorme, tanto più consistente quanto più grave sarebbe stata la mutilazione e la frattura cui si sottoponevano. Alle “vittime compiacenti”, una volta reclutate, venivano fratturate le ossa delle braccia e delle gambe, spesso tramite dischi di ghisa da 20 chili, del tipo di quelli utilizzati nelle palestre.
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