Dopo il ferimento del 26 giugno a molti è tornata in mente la morte, nel 1993, di Fabio Garofalo, incolpevole vittima di mafia

Ha atteso il trascorrere di qualche giorno dalla sparatoria che ha ricacciato Santa Maria di Licodia in un passato buio e precisamente sino al primo agosto 1993 quando un ragazzo, Fabio Garofalo, appena 18enne, venne ucciso da un killer perché scomodo testimone di un ferimento di stampo mafioso. Sabato scorso, il sindaco di Santa Maria di Licodia, Giovanni Buttò, eletto da qualche settimana, ha diramato una nota stampa per condannare il ferimento della sera del 26 giugno scorso, quando un 60enne, per mettere pace al culmine di una lite fra due persone, è rimasto ferito, per fortuna lievemente, da una pistolettata.

“Nel rispetto delle indagini sulla sparatoria verificatasi nella serata di domenica scorsa in pieno centro a Santa Maria di Licodia, portate avanti dagli uomini dei Carabinieri della Compagnia di Paternò e della stazione licodiese, ho deciso di posticipare ad oggi questo mio intervento sui fatti accaduti”, scrive Buttò, che prosegue: “Da neoeletto primo cittadino di questa comunità ho condannato sin dai primi minuti, e condanno in maniera ferma e dura anche oggi, quanto verificatosi rimanendo costantemente in contatto con le forze dell’ordine e mettendo loro a disposizione ogni risorsa utile alla risoluzione del caso.

Per una comunità civile, quale penso sia Licodia, è impensabile dover assistere ancora oggi a scene di vero “far west” e di regolamento di conti in pieno centro, mettendo a rischio l’incolumità e la serenità di un’intera cittadina. Il cambiamento che tanto auspichiamo, che tanto sbandieriamo sui social, non può che partire anche da un rinnovato senso di legalità che ognuno di noi deve riscoprire ed attuare quotidianamente.

Infine, ma non per ultimo, il mio plauso va alle forze dell’ordine che tempestivamente hanno individuato i responsabili di quanto accaduto e che nel corso di questi giorni hanno portato avanti delle serrate indagini finalizzate alla definizione delle motivazioni di tale gesto. La loro costante presenza sul territorio ci conforta e ci fa ben sperare che atti del genere non rimarranno impuniti”. Chiude il sindaco: ”Non bisogna abbassare la guardia e ogni “attore” di questa comunità deve svolgere il suo ruolo per una vera rinascita della nostra amata Santa Maria di Licodia”.