In Sicilia sono a rischio 63mila Micro e Piccole Imprese a causa dello choc economico che sta vivendo l’Italia. La crisi energetica, infatti, potrebbe spingere l’isola al collasso con 165mila addetti nelle MPI che hanno un futuro non certo.

Confartigianato si sta spendendo per la causa lanciando appelli e incontrando la politica per scovare aiuti concreti. Il mese scorso proprio Confartigianato Sicilia ha avviato tra i propri associati una campagna mediatica e ora si appella alla deputazione regionale e nazionale affinché “Nessuna impresa chiuda”. Si tratta di uno slogan ormai diffuso tra le parti interessate che chiedono supporto a gran voce.

Se ci fosse un’interruzione completa delle forniture di gas dalla Russia a partire da ottobre, si prevede una spinta del 20% sui prezzi dell’energia e una riduzione della crescita del PIL rispetto allo scenario di base di 0,2 punti percentuali nel 2022 e di 0,5 punti percentuali nel 2023. Nei primi 7 mesi del 2022 l’Unione europea a 27 ha ridotto il consumo di gas, del 10,4% su base annuale, la Germania addirittura del 12,9%, mentre il calo si ferma al 2% per l’Italia. Solo il 4,4% della domanda di gas è coperta dalla produzione nazionale, un apporto più che dimezzato rispetto all’11,5% di dieci anni prima. Invece sulla base della serie storica messa a disposizione dal Mite-Dgerm il 63,7% del consumo si concentra nei 6 mesi tra ottobre e marzo (media degli ultimi 5 anni), oltre un quarto (25,9%) tra dicembre e gennaio. A seconda delle condizioni climatiche si determinano differenziazioni regionali nell’utilizzo del gas. Sulla base della distribuzione di gas naturale per tipologia di cliente per regione individuata da Arera si calcola una intensità di utilizzo del gas di imprese (altri usi) e famiglie (domestico e condomini) di 18,6 metri cubi (mc) di gas per mille euro di PIL. La regione con la maggiore intensità di utilizzo è l’Emilia-Romagna. A seguire, con valori superiori alla media, Piemonte, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. A tal proposito sono meno allarmanti i consumi in Sicilia rispetto alle altre regioni.

Daniele La Porta, presidente di Confartigianato Sicilia, traccia un quadro della situazione attuale. “Siamo in una fase molto difficile – afferma -. Prima la pandemia, ora la guerra nel cuore dell’Europa, con la sua crisi umanitaria e i gravi effetti sulla nostra economia. È adesso che l’associazionismo d’impresa riemerge in tutto il suo vigore, assume responsabilità ancora più fondamentali per offrire alle aziende il sostegno indispensabile per resistere a tempi così critici. Le famiglie hanno difficoltà ad arrivare a fine mese, molte imprese hanno deciso di chiudere temporaneamente in attesa di tempi migliori. Stiamo definendo, insieme ad altre associazioni e sindacati, una grande manifestazione per il 7 novembre, data in cui dovremmo avere i nuovi interlocutori al governo“.