Settimana lavorativa corta

Anche i lavoratori italiani vorrebbero sperimentare la settimana corta. Secondo il Randstad workmonitor un italiano su tre è a favore di questo tipo di flessibilità. Dall’indagine, che ha preso come campione 1000 dipendenti, è emerso che ben il 29%, nel nostro Paese, preferirebbe la settimana corta.

Solo il 9% ha espresso preferenza per il lavoro in orari tradizionali, ma in giorni differenti rispetto alla tradizionale settimana lavorativa. Il 14% in turni divisi, alla mattina presto e alla sera tardi. Il 6% vorrebbe lavorare di notte. Meno di un lavoratore italiano su due, invece, il 43%, preferisce l’opzione di giorni e orari tradizionali.

A guardare con maggiore interesse alla settimana corta sono i lavoratori delle fasce di età centrali, ovvero le persone tra i 35 e i 44 anni. Invece, tra le varie categorie professionali sono gli impiegati a preferirla.

Valentina Sangiorgi, chief hr officer di Randstad ha affermato che in generale una nuova modulazione dell’orario di lavoro può produrre benefici per lavoratori e aziende, ma deve tenere in considerazione le esigenze di tutti.