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Rimodulazione della 328

La chiusura del centro disabili di Paternò potrebbe essere paragonata ad una bomba ad orologeria pronta a scoppiare da un momento all’altro. Diverse le soluzione che si stanno cercando per evitare di mettere la sigla “the end” sulla porta del centro e tra le tante, la più fattibile, sembrerebbe essere quella di una rimodulazione del personale. L’esiguo numero degli operatori deve cercare di sopperire alle necessità di tre città: Belpasso, Paternò e Ragalna. Per questo motivo l’assessore ai servizi sociali di Paternò, Salvo Panebianco, si è recato a Palermo presso la Regione Siciliana dove ha avuto un incontro con la dirigente del dipartimento Famiglia e Politiche Sociali, Rita  Costanzo, per chiedere se fosse possibile la rimodulazione della 328. Una variazione fattibile, a detta della dirigente, se si riuscirà a passare dal gruppo piano che dovrà essere approvato, in seconda battuta, dal gruppo dei sindaci per poi, infine, ritornare alla regione per il consenso finale. Un progetto che dovrà essere formulato tenendo conto delle esigenze dei territori e della lunghezza dei tempi dettati dai vari step, ma se avrà ragion d’esistere, sostiene la Costanzo, verrà approvato. Ci si trova, quindi, davanti ad una scelta difficile perchè rimodulare significherà togliere da qualche parte per ricoprirne altre, una coperta che verrà tirata il più possibile,ma che manterrà la stessa dimensione. Non manca la volontà di mantenere attivo un servizio che rappresenta un fiore all’occhiello della città che non è garantito dalla 328, ma è stato voluto e curato dal comune in prima persona. Un diritto dato, dunque, quello del centro disabili che in realtà non è un dovere, ma dopo tanti anni di attività aveva trovato nell’efficienza e nella stabilità la sua ragion d’essere sul territorio. Il problema principale rimane quello delle risorse per pagare gli operatori, ovvero il costo dei servizi e non tanto quello dei locali che impiega meno del 5% della spesa mensile necesaria per il sostentamento del centro. Adesso non rimane che formulare il nuovo progetto da passare al gruppo piano e vedere quali saranno i servizi da sacrificare per effettuare la rimodulazione a favore del centro disabili.

14/01/11

Francesca Putrino

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