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Rifiuti: resta l’incertezza

In vista del prossimo 15 novembre, data che detta la scadenza per i pagamenti degli operatori ecologici del mese di ottobre, sindacati e simeto ambiente cercano di fare un quadro generale della situazione per evitare disagi che già, precedentemente, si sono verificati.La cgil ha fatto richiesta di procedura di raffreddamento a simeto-ambiente per evitare che, superata la scadenza per i pagamenti, si possano verificare nuovi scioperi. La risposta non tarda ad arrivare e con esito affermativo il liquidatore, Angelo Liggeri, si impegna a corrispondere al Consorzio Simco, entro il 15 novembre, all’incirca 1,627mila euro, in acconto sulla mensilità di novembre. Simeto- ambiente tiene a sottolineare che ha sempre rispettato i pagamenti e nonostante ciò nei mesi precedenti si sono verificati scioperi e assemblee dei lavoratori che hanno portato a notevoli disagi e disservizi sull’intero ambito territoriale. Dall’incertezza sull’erogazione dei pagamenti ai lavoratori da parte del consorzio  nasce la richiesta diretta dei tabulati contenente gli elenchi dei lavoratori con le relative somme da percepire in modo da poter far fronte al pagamento diretto. Le somme erogate all’ato ct3 verranno utilizzate interamente per  il pagamento degli operatori ecologici operanti sul territorio del comune che ha effettuato il pagamento al fine di evitare un’altra emergenza. La questione rifiuti, quindi, rimane aperta mese dopo mese, senza trovare una possibile soluzione. Un circolo vizioso, come un cane che si morde la coda, dal quale non si riesce ad uscire. E così, puntualmente, scioperi, disagi e disservizi che buttano a terra la città che li vive, facendole leccare le ferite anche quando si ritorna alla normalità. Paternò ne può essere un esempio. A distanza di giorni, infatti, si possono ammirare alcuni scorci adornati da cumuli e cumuli di rifiuti in continuo e naturale deterioramento che,  aiutati dal maltempo, non fanno altro che peggiorare una situazione sociale alquanto drammatica. Una realtà amara, dunque, quella analizzata in quanto non solo rispecchia la disorganizzazione di servizi che in realtà dovrebbero essere scontati e ovvi in una società organizzata, ma che esprime il forte disagio portato dalla crisi attuale. A pagarne lo scotto, come sempre, le categorie più deboli ed emarginate come persone indigenti o extracomunitari, in particolare romeni, trovati spesso a rovistare tra i rifiuti per arraffare, come dei ladri, qualcosa che possa servire nelle loro case. Potrebbero sembrare delle riflessioni serie ed importanti queste, che riportano uno spaccato di vita, o forse solo delle stupide parole che verranno gettate al vento e si riproporranno alla prossima emergenza.

09/11/10

Francesca Putrino

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