Non ancora proclamato il neo governatore Schifani per una cinquantina di sezioni in tilt

Le elezioni regionali siciliane 2022 andranno in tribunale. Nessun tintinnio di manette, ma l’unico rimedio per mettere la parola fine a questa lunghissima maratona elettorale iniziata con l’insediamento dei seggi nella giornata di sabato e non ancora conclusa. All’appello mancano ancora 48 sezioni nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Trapani e Siracusa, nelle quali completare lo scrutinio, che, tuttavia, è ininfluente per le sorti del voto, in quanto il divario fra il presidente in pectore, Renato Schifani, e i suoi avversari, è tale da non lasciare prefigurare alcun ribaltone.

Le Prefetture si sono ormai sgravate dal peso dello scrutinio e per le sezioni incomplete entrano in scena i tribunali ai quali spetterà il compito di eseguire un nuovo scrutinio; i verbali, poi, verranno inviati all’Ufficio centrale regionale presso le Corti d’Appello che trasmetterà la sigla finale sulle elezioni regionali, con la proclamazione di Schifani e, stabilita la soglia del 5 per cento per l’attribuzione dei seggi all’Assemblea regionale siciliana, la proclamazione dei 70 deputati eletti.

Al momento, Renato Schifani del Centrodestra ha riportato il 42,03%; Cateno De Luca (De Luca sindaco di Sicilia) il 23,97%; Caterina Chinnici (Centrosinistra) il 16,17 %, Nuccio Di Paola (Movimento 5 Stelle) il 15,21 %, Gaetano Armao (Terzo Polo) il 2,07%; Eliana Esposito (Siciliani liberi) lo 0,52%. In seguito, i deputati eletti anche al parlamento nazionale o eletti in più collegi (come Di Paola), dovranno scegliere, aprendo, eventualmente, le porte dell’Ars ai primi dei non eletti.