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Piano triennale delle utopie

E’ previsto per il prossimo 6 aprile l’incontro a Palazzo Alessi, per il vaglio e il voto dell’Assise Civica al Piano Triennale delle Opere Pubbliche. All’ordine del giorno l’inizio dei lavori è prevista con l’inserimento del completamento della copertura dell’edificio del II Circolo didattico di via Vulcano, come opera improrogabile ed estremamente necessaria, che va ad aggiungersi ad un ricco novero di punti. Il documento stilato dall’Amministrazione paternese nel suo complesso è una miniera di buoni propositi ben 82 punti di opere essenziali da realizzare nei tre anni a partire da quello in corso. Se l’obiettivo è quello del premio alle buone intenzioni è stato ampiamente centrato, ma alcuni punti del documento rasentano l’utopia, altri hanno persino nomi fantastici ed evocano atmosfere idilliache non facilmente immaginabili in questo squarcio di terra. Un esempio su tutti al quarantasettesimo punto del testo si trova la creazione di un circuito di Bike- Sharing ossia una pista ciclabile, con, si presuppone, annessi stalli per i veicoli. Ma questo implica anche una metamorfosi nelle abitudini sociali della popolazione. Simpatica, se non addirittura ilare anche al punto sesto, la costruzione di parchi e verde a servizio del Velodromo e del campo di calcio Salinelle, omettendo un infinitesimo particolare che l’intera zona versa in uno stato di abbandono ed incuria e il Velodromo è l’emblema assoluto di questo stato di cose. Ritornando ad una analisi obiettiva del testo si può facilmente dire, senza tema di smentita, che fino al quarto punto le opere prospettate siano ampiamente realizzabili. Anzi entro l’anno disponendo anche dei fondi nazionali per il secondo punto, quello inerente il completamento della bretella di collegamento ASI sul primo stralcio della superstrada Paternò – Catania, si potrà usufruire di questa nuova arteria. Il primo punto riguarda i lavori di manutenzione straordinaria delle vie e piazze cittadine, è sotto gli occhi di tutti che sono lavori necessari, in questo caso ci sono dei finanziamenti regionali destinati all’opera, lo stesso per la riqualificazione con basole laviche di via Monastero, un tratto di via Vittorio Emanuele e di piazza Indipendenza. Il quinto punto già entra nella classifica dei sogni irrealizzabili: possono mettersi il cuore in pace i residenti delle vie Milano, Serbia, Croazia, Mondello e Corso Sicilia, anche se può ingannare la quinta posizione nel testo, l’attenzione concreta al caso non  è realizzabile perché mancano i fondi per costruire le sedi stradali delle vie citate. In conclusione, documento alla mano, l’impressione è che la Politica, tante volte o prende in giro o si prende in giro, compie dei voli mirabolanti ,convincendosi che il solo pensiero o l’attenzione possa far  materializzare le aspettative, i sogni di ognuno, progetti che non solo sono destinati a rimanere nella carta, ma che fomentano illusioni. E’ semplicemente assurdo pensare e agire in questo modo, se non si dispone di risorse di alcun genere, se si è raschiato il barile tante di quelle volte e anche le necessità vengono relegate come si può stilare un documento così preciso e ricco eccessivamente pieno di cose irrealizzabili. La politica tante volte agisce come chi non avendo di che vivere progetta una vacanza a Montecarlo o ai Caraibi, dove i costi sono proibitivi anche per chi sbarca senza troppe difficoltà il lunario.

28/03/11

Lucia Paternò

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