L’offerta culturale della città resta però “zoppa” senza Museo archeologico e Galleria d’arte moderna

Il castello normanno di Paternò ha riaperto il suo antico portale al pubblico: il dongione, monumento principe della città, viene riconsegnato ai paternesi e ai turisti, a ingresso gratuito, tutti i giorni dalle 9 alle 13, mentre in precedenza era possibile eseguire le visite solo su prenotazione. Il castello resta chiuso le domeniche ed i giorni festivi, ma è possibile visitarlo previa prenotazione. Ad imporre la chiusura del castello era stata sia la pandemia, ancora in corso, sia la carenza del personale. Seppur i contagi attualmente non mollino la presa, super green pass e vaccini permettono un parziale ritorno alla normalità, ovviamente con la dovuta cautela necessaria per il periodo che stiamo vivendo e nel rispetto delle indicazioni della normativa anti-Covid.

La gestione del castello normanno è affidata al Comune di Paternò, sulla base di una convenzione con la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Catania. L’amministrazione comunale paternese ha stanziato in bilancio le somme necessarie per il personale distaccato al castello, aumentando anche il monte ore. La riapertura del monumento e l’illuminazione della collina storica, in primo luogo la Scalinata Settecentesca, rappresentano per Paternò le luci, ma permangono le ombre.

Intanto il controllo e la pulizia dell’area della collina; poi i servizi igienici un po’ scomodi per i visitatori; e la chiusura degli altri monumenti cittadini. Il convento di San Francesco è visitabile, ma solo su richiesta. Battenti ancora chiusi per il Museo archeologico presso l’ex carcere borbonico e per la galleria d’arte moderna. La riapertura del castello è certamente un primo passo, ma senza il logico completamento rappresentato dalla riapertura degli altri monumenti, ci ritroviamo sempre con un bicchiere mezzo pieno.