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Parola all’accusa

Un anno e quattro mesi di reclusione. E’ la richiesta  di condanna avanzata dal pubblico Ministero, Lina Trovato nei confronti di Giovanni Leone, ex consigliere ed ex assessore comunale della giunta Failla, a Paternò. La richiesta è arrivata al termine della requisitoria del PM, ora la parola passerà all’avvocato difensore di Leone, Pietro Granata, con l’udienza fissata per il prossimo 23 maggio. Come si ricorderà Leone è a giudizio in un processo, che si celebra al Tribunale di Catania, sezione di Paternò, con l’accusa di “tentata violenza privata aggravata e continuata” per fatti che sarebbero stati commessi a Paternò tra l’aprile del 2005 e il mese d’ottobre dello stesso anno. Secondo l’accusa Leone, al tempo in cui ricopriva la carica di consigliere comunale, attraverso minacce ha chiesto a due operatrici socio-assistenziali, in forza ad una cooperativa sociale che operava a Paternò, di ritirare l’iscrizione al sindacato della Uil, pena il mancato rinnovo del contratto di lavoro. Una minaccia, come ha affermato il pm, divenuta concreta quando le due lavoratrici, non accettando di cancellarsi dal sindacato della Uil, non sono state più assunte. Nel corso della stessa udienza il pubblico ministero ha chiesto, inoltre, la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica di Catania per tre testimoni della difesa; si tratta di due operatrici socio-assistenziali e di ex amministratore. Alla procura il compito di verificare se sussistono elementi tali da ritenere che i tre testimoni abbiano dichiarato il falso durante la ricostruzione dei fatti al giudice, Giuliana Fichera, quando le parti in causa, testimoni di difesa ed accusa, sono stati messi anche a confronto. Ora come detto la parola passa alla difesa, all’avvocato Pietro Granata, che chiederà l’assoluzione con formula piena del suo assistito perché il fatto non sussiste.  Secondo l’avvocato Granata si è trattato di un equivoco, una interpretazione errata di una affermazione sui sindacati, espressa da Giovanni Leone. Delle cinque persone presenti a quell’evento, le due accusatrici ne avrebbero dato una versione; le tre testimoni della difesa, avrebbero fornito una interpretazione diversa, confermata dallo stesso Leone.

10/05/11

Mary Sottile

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