Sono trascorsi 34 anni dalla strage di Via D’Amelio, l’attentato mafioso del 19 luglio 1992 in cui persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti della Polizia di Stato Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Un attentato avvenuto 57 giorni dopo la strage di Capaci, nella quale morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della sua scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

A 34 anni da quel drammatico evento, il tema della ricerca della verità resta al centro del dibattito.
Secondo quanto riportato da “La Repubblica – Edizione Palermo”, Lucia Borsellino, figlia del magistrato, durante la commemorazione al Palazzo di Giustizia di Palermo ha ribadito che la scomparsa dell’agenda rossa del padre non può diventare un alibi per fermare la ricerca della verità sulla strage di Via D’Amelio. Ha sottolineato il dovere delle istituzioni di continuare a dare risposte, perché rinunciare alla verità significa perdere fiducia nel futuro e nelle istituzioni.
Secondo quanto riferito da Ansa e dal “Giornale di Sicilia”, Salvatore Borsellino, fratello del magistrato e da anni alla guida del movimento delle Agende Rosse, ha espresso amarezza per i 34 anni trascorsi senza una verità completa. Ha richiamato il tema dei depistaggi che hanno segnato le indagini e la necessità di continuare a fare luce sulle responsabilità ancora da chiarire, rivolgendo un appello alla società civile affinché resti alta l’attenzione sui temi della legalità e della giustizia.
Alle parole dei familiari del magistrato sono seguiti diversi interventi istituzionali e politici, tra cui quelli della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del presidente del Senato Ignazio La Russa, che attraverso i social hanno ricordato la figura di Paolo Borsellino, il valore del suo esempio e l’importanza di mantenere vivo l’impegno nella difesa della legalità e nella lotta alla criminalità organizzata.
A 34 anni da quel giorno, il ricordo di Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta continua a rappresentare un richiamo alla ricerca della verità, alla legalità e alla responsabilità delle istituzioni.



