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Panico al I circolo

Otto punti di sutura alla testa, giudicati guaribili in una settimana; ed ancora una prognosi di 4 giorni, per le ferite, riportate sulla fronte e sul capo; ed 1 giorno di prognosi per una leggera ferita alla testa. E’ il bilancio, dell’incidente avvenuto questa mattina, all’interno di una classe della materna, al I° circolo didattico, di via Emanuele Bellia, a Paternò. Vittime, del cedimento, di una porzione dell’intonaco, ampia tra i 60 ed i 70 centimetri, tre bambine, la più piccola, Paola, di 4 anni, le seconde, Federica e Gaia, di 5 anni (preferiamo non mostrarle a loro tutela), colpite dai calcinacci piovuti giù dal tetto, da un altezza di circa 4 metri, mentre stavano tranquillamente sedute sul banco della classe a giocare. Quando arriviamo in ospedale, questa mattina, alle 13 circa, troviamo su una barella, circondate dai genitori e da altri parenti, Paola e Federica, sono visibilmente scosse anche se affermano di non aver avuto paura. Vogliono tornare a casa, dicono, anche se lamentano dolori alla testa. Alla caserma dei carabinieri di Paternò, immediate sono scattate le denunce. A presentarla i genitori che evidenziano “quanto accaduto non deve più ripetersi”. Anche il sindaco, pippo failla, si è presentato in caserma, per chiedere chiarimenti su cosa abbia provocato il cedimento. Da un primo sopralluogo effettuato dai vigili del fuoco del distaccamento di Paternò non c’era umidità nella stanza, quindi, è probabile che l’intonaco sia venuto giù per la sua vetustità. Da evidenziare che, comunque ci troviamo nell’ala ristrutturata da pochi mesi, proprio per la messa in sicurezza di questa parte della scuola.Ed intanto, questo pomeriggio, sopralluogo del responsabile della sicurezza delle scuole, l’ingegnere Nanni Saccone che dopo un colloquio anche con i vigili del fuoco, insieme al dirigente scolastico, la professoressa Lidia Maniscalchi, hanno deciso di chiudere l’ala est, dove sono stati fatti i lavori di messa in sicurezza, da  qualche mese consegnati. Chiusa anche l’aula accanto l’ala est, ed i due refettori.

21/02/11

Sara Cavallaro

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