I carabinieri della stazione di Trecastagni hanno arrestato un 39enne del posto ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Ieri sera i militari hanno risposto alla richiesta telefonica d’aiuto della compagna 31enne dell’uomo, la quale, al loro arrivo, gli ha riferito di essere stata ancora una volta picchiata dal marito.

In particolare, la motivazione del suo ennesimo scatto d’ira era stata motivata nientemeno che dal non gradimento della cena che la donna aveva preparato. Così aveva lanciato il piatto nel tinello, pretendendo che anche le figlie di 14 mesi, 6, 9, e 14 anni facessero altrettanto.

L’uomo ha, quindi, afferrato la donna per il collo tentando di strangolarla ma le figlie, a difesa della madre, si sono interposte facendolo desistere. Allora le ha gridato di abbandonare la casa lanciandole così i vestiti dalla finestra minacciandola, dopo aver capito che la compagna aveva avvertito i carabinieri, che avrebbe fatto il possibile per “toglierle i figli” intimandole anche di non denunciarlo.

La donna è stata trasportata presso la guardia medica di Pedara e solo successivamente la vittima ha circostanziato la denuncia a carico dell’uomo, evidenziando il comportamento violento e sempre viziato da un’immotivata gelosia.

La loro relazione sentimentale era iniziata da circa 17 anni quando lei aveva soltanto 14 anni ma, in tutti questi anni, complice anche gli abusi di alcol, il compagno aveva sempre avuto atteggiamenti violenti, le botte erano ormai quotidiane e in occasione dell’ultima gravidanza l’aveva accusata addirittura che il figlio in grembo era il frutto di una sua relazione extra more uxorio <<… sei una (…) devi abortire! Tu lo sai con chi hai fatto questo figlio!!! …>>, il tutto accompagnato da calci e pugni che le avevano provocato la scheggiatura di un dente.

L’aveva anche privata del cellulare e la costringeva a seguirlo al lavoro per non lasciarla sola e addirittura in un’occasione, quando lei si era rifugiata dalla suocera, l’uomo aveva tagliato le gomme all’auto della propria madre per costringerla e far ritorno a casa.

L’arrestato, in attesa delle determinazioni dell’autorità giudiziaria, è stato posto agli arresti domiciliari in un’abitazione diversa da quella familiare.