Il rover Interact nel 2019 era stato controllato dall’astronauta dell’Esa Luca Parmitano

Si chiama Arches Space-Analog Demonstration ed è un progetto che ha trasformato uno spicchio di Etna in territorio lunare. L’evento multi-agenzia e multi-robot portato avanti dal Centro aerospaziale tedesco e dall’Esa, vede impegnati i ricercatori (dal 12 giugno scorso al prossimo 9 luglio) a testare i robot sul suolo del vulcano siciliano simile a quello lunare in vista del lancio (nel 2024) della futura stazione spaziale lunare Gateway pianificata dalla NASA, da Roscosmos, da ESA e dalla JAXA.

Le esplorazioni a 2600 metri d’altitudine nel versante Etna Sud Rifugio Sapienza, del rover Interact un robot a quattro ruote che pesa 300 kg, è controllato dall’astronauta dell’Esa Thomas Reiter a 23 chilometri di distanza a Catania; la lontananza simula la configurazione Luna-Gateway lunare, che dovranno affrontare gli astronauti in futuro. I test simulano tutte le operazioni e le tecnologie necessarie per portare a termine una missione con la realizzazione di immagini ed il prelievo di campioni della superficie lunare, fornendo anche la sensazione del peso e della composizione delle rocce con cui entra in contatto.

I robot autonomi sono considerati la tecnologia chiave del futuro che troveranno utilizzo per le ricerche in ambienti difficili: dalle profondità marine sulla Terra, alle superfici della Luna e di Marte. Il rover Interact nel 2019 è stato controllato dall’astronauta dell’Esa Luca Parmitano, originario di Paternò, direttamente dalla Stazione Spaziale Internazionale, ma da allora ha ricevuto diversi aggiornamenti per consentire una funzionalità meglio resistente agli ambienti esterni.