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La sanità da salvare

3Sanità e tagli alle spese, necessità che mal si conciliano tra loro, divenute il leit-motiv degli ultimi anni. Si parla di ridurre gli sprechi, in realtà si operano riduzioni ai servizi per il cittadino, quello sanitario è tra questi. Scompaiono reparti, in alcuni casi anche interi ospedali. Il cittadino costretto, tra mille difficoltà, a guardare al capoluogo etneo che scoppia in termini di utenza. Ed eccolo ancora lì, il cittadino, pronto ad immolarsi davanti la fila interminabile fatta di gente in attesa, per non parlare dei mesi, in alcuni casi anche anni, necessari per poter effettuare una semplice visita. I tagli però vengono prima di tutto, anche di fronte alla salute. In una società che arretra, dove la mediocrità è la parola d’ordine, tutto questo non deve sorprendere. Lo stesso silenzio del cittadino che, silente subisce, come uno schiavo al tempo dei romani, non sorprende. Ed in tema tagli, il Ministero alla Salute ha appena dato il via libera al piano di riordino sanitario per la Sicilia. Paternò, con l’ospedale “SS.Salvatore” conserva 83 posti letto di cui 6 di cardiologia, ufficializzata, invece, la chiusura dei reparti di ostetricia e ginecologia e pediatria, che scompaiono definitivamente dalla struttura ospedaliera. “Abbiamo preso visione del Piano inviato dal Ministero alla salute – spiegano i componenti del Comitato “per l’ospedale di Paternò” – si tratta di una vera e propria conquista se solo pensiamo a quelle che erano le previsioni legate all’ospedale di Paternò poco meno di un anno fa. Adesso, però, occorre andare comunque avanti. Tra pochi giorni comunicheremo ufficialmente la nascita dei Tribunale dei diritti del malato ed, al contempo, chiederemo un incontro urgente a Sua Eccellenza il Prefetto per far luce sul fermo dei lavori di consolidamento dell’ospedale. Una richiesta che fa seguito all’esposto già presentato dal Comitato alla Procura della Repubblica di Catania”. I lavori restano il nodo della questione. Fino a quando non verranno fatti ripartire per essere poi conclusi, quel numero 86, relativo ai posti letto, resterà valido si, ma solo sulla carta. Ed in vista di possibili futuri tagli, meglio non dormire.

29/10/14

Mary Sottile

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