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La piaga della Sicilia: il traffico

Si torna a lavoro, le solite corse, le solite cose, il solito traffico che, ormai, riguarda e preoccupa un po’ tutti, e non si può negare che a Paternò esso abbia raggiunto limiti molto alti, con conseguenze sullo stress mentale e sulla vivibilità. Si comincia la mattina quando appena aperti gli occhi e preparati i bambini per andare a scuola, per chi ne ha, si sale in macchina e in maniera ossessiva si guarda l’orologio per attenzionare i secondi preziosi che scorrono sul quadro. Il pensiero è fisso al dirigente scolastico o preside che sia, fermo, davanti al portone d’ingresso che chiede la massima puntualità degli studenti per l’ingresso in classe. Il tempo a disposizione diminuisce, mentre il traffico aumenta e così, per percorrere poche centinaia di metri tutto diventa insostenibile. I clacson impazziscono e il nervosismo avanza in una città che  sembra un cantiere aperto. Da quattro mesi circa, infatti, le arterie principali come via Circumvallazione, piazza Umberto e piazza S. Barbara sono accessibili a singhiozzi e con file di automobili non indifferenti, tra l’altro da qualche giorno è stato chiusa al transito anche via Monastero e via S. Caterina per chi proviene da sud. Si muove un interrogativo interessante per i residenti della zona che, per andare dalla parte opposta della città, sono costretti a circumnavigarla quasi tutta, mentre si è preoccupati solamente di non arrivare tardi a lavoro, a scuola o in qualsiasi altro posto. Per quanti arrivano dalla parte sud, inoltre, i quartieri di Scala Vecchia e via Verga per intenderci, è quasi impossibile arrivare sulla collina storica, dove non bisogna dimenticarlo, ci sono una scuola parificata, una scuola professionale ed il Santuario, oltre agli altri monumenti. Questa non vuole essere una critica ai cantieri lavoro presenti a Paternò, attuati grazie alla Regione Siciliana, che danno la possibilità a tanti disoccupati di avere un impiego seppur per breve tempo, ma sarebbe opportuno, per una prossima volta, farli nelle zone periferiche che, essendo meno trafficate provocherebbero meno problemi. Ma dopotutto si sa, il problema della Sicilia è il traffico!

27/09/11

Francesca Putrino

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