Infiltrazione mafiosa e condizionamento delle amministrazioni comunali dei Comuni di Moio Alcantara e Malvagna, nel messinese, ad opera di Cosa Nostra siciliana al centro delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Messina che hanno portato all’arresto di 7 persone, indagate per i delitti di associazione a delinquere di stampo mafioso e reati contro la Pubblica Amministrazione. Tra gli arrestatati sindaco e vicesindaco di Moio Alcantara e l’ex assessore ai Lavori pubblici di Malvagna.

Le complesse investigazioni – svolte su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Messina dagli specialisti del Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza di Messina – hanno svelato l’attività criminale di una cellula decisionale e operativa mafiosa del tutto autonoma rispetto alle articolazioni di Cosa Nostra catanese che, in passato, gestivano gli affari mafiosi anche nel territorio della valle dell’Alcantara.

Tale cellula si avvaleva della legittimazione mafiosa derivante dalla contiguità al clan dei Cintorino e operava condizionando le dinamiche elettorali – politiche dei due comuni del messinese nonché la gestione dell’attività amministrativa comunale attraverso l’infiltrazione di soggetti riconducibili, in maniera diretta o indiretta, alla stessa struttura criminale. Decisivo nell’indagine – oltre a intercettazioni, rilevamenti, pedinamenti, perquisizioni e sequestri – il contributo fornito da un collaboratore di giustizia.

Collante dell’intera attività criminale la corruzione. Secondo quanto emerso dalle indagini, uno dei principali indagati dava disposizioni, anche da detenuto, ai suoi sodali affinché prendessero contatti con le ditte appaltatrici di lavori assegnati dai comuni di Moio Alcantara e Malvagna, anche garantendo sostegno elettorale ai candidati in occasione del rinnovo dei rispettivi consigli comunali. Tali disposizioni sarebbero state poi eseguite dal padre e dalla sorella, quest’ultima vicesindaco in carica del Comune di Moio Alcantara, entrambi destinatari – oggi – della custodia cautelare in carcere.

In tal senso, il gruppo indagato faceva pervenire al Sindaco di Moio esplicite sollecitazioni, cui peraltro il primo cittadino avrebbe aderito, affinché interessasse gli amministratori comunali di altri enti locali a bloccare o sbloccare, indebitamente, procedure esecutive a vantaggio della famiglia. Ad adoperarsi per l’assegnazione di appalti di lavori a ditte vicine anche l’assessore ai Lavori Pubblici, sino all’ottobre 2020, del Comune di Malvagna.

Entrambi destinatari della custodia cautelare in carcere, il sindaco di Moio – in cambio di denaro o promesse – avrebbe favorito inoltre vendite di materiale edile da parte di una società in cui vantava cointeressenze, per compiere specifici atti contrari ai doveri d’ufficio e turbando così la procedura di gara sul recupero del tessuto urbano locale, a favore di un imprenditore di Santa Teresa Riva, oggi posto ai domiciliari.

L’ormai ex assessore ai Lavori pubblici di Malvagna avrebbe invece convinto il rappresentante di una ditta edile di Barcellona Pozzo di Gotto aggiudicataria di lavori pubblici proprio a Malvagna a rifornirsi di materiale edile da una ditta di Randazzo, agevolando così l’associazione mafiosa e ricevendo in cambio dalla ditta edile catanese una dazione corruttiva.