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Il call center torna lombardo?

Ed ancora una volta la nostra Isola, terra arida e assolata, paga lo scotto di una fama, ormai troppo radicata, che la precede. Dietro il nome Sicilia vigono stereotipi difficili da sdoganare come inefficienza, improduttività e  disoccupazione. Ed ecco che che il nord torna alla carica contro il sud e nello specifico colpisce Paternò sede dal 2004 del call center Regione Lombardia, azienda che si occupa della prenotazione di visite mediche all’interno degli ospedali lombardi. Scelta commerciale che per alcuni settentrionali ha dell’impensabile. Come se, 1352 km di distanza gestibili telematicamente senza difficoltà, non avrebbero ragione d’esistere solo perché il servizio è fornito da un meridionale. E pensare che multinazionali come la Coca Cola hanno call center dislocati in tutto il mondo. E così ieri tra le pagine del Corriere della Sera centinaia di dipendenti di Lombardia Informatica di Paternò apprendevano una notizia li ha turbati:“Tra pochi mesi i lombardi che vorranno prenotare una visita in ospedale non dovranno più telefonare in Sicilia ma tramite un call center lombardo, se non al proprio ospedale. Evitando così non pochi disagi per gli utenti che vengono spesso dirottati in ospedali troppo lontani dalle loro abitazioni”. La decisione è stata presa dalla Giunta su proposta del governatore Roberto Formigoni (PdL) d’intesa con l’assessore alla Sanità Luciano Bresciani (Lega) e così sembrerebbe che il destino del centro unico prenotazioni sia quello di tornare in Lombardia. L’intento, quindi, quello di riportare in patria un servizio nutrito e sostentato dai settentrionali, così da ridare lavoro a centinaia di lombardi. Un obiettivo che potrebbe anche non corrispondere al vero visto che la deliberazione IX/1350 del 25 febbraio 2011 non parla di trasferimenti ma di determinazioni relative all’evoluzione del call center regionale di prestazioni sanitarie con la tutela dei dipendenti. Allora si puo’ parlare di manovra economica o soltanto politica? Dopotutto è spontaneo e lecito pensare che, trovandosi in piena campagna elettorale, l’obiettivo della lega sia solo quello di mandare un messaggio forte a migliaia di elettori che rappresentano un ipotetico voto. Opinabile, anche, l’affermazione di Stefano Galli, capogruppo Lega Nord al Pirellone, che vuole assolutamente la chiusura del call center paternese perchè per mantenere l’eccellenza che sta tanto a cuore a Lega e Pdl, continua Galli, i call center di prenotazione sanitaria devono restare in Lombardia. Dichiarazione che non offende soltanto i lavoratori di Lombardia informatica, ma tutti i siciliani che giorno dopo giorno fanno il loro dovere lavorativo. Inoltre, la non eccellenza come la chiama Galli, è data da un’azienda che gode di dipendenti che all’incirca il 57% studenti universitari, il 26% diplomati e il 17%  laureati, dotato anche di professionalità, precisione e impegno che accomuna tutti i dipendenti e anche se fossero presenti delle mele marce, questa non sarebbe una costante. Centinaia, intanto, i lavoratori del centro unico prenotazione di Paternò che si interrogano su quale sarà il loro futuro, su come dovranno pagare il mutuo acceso grazie a quella che sembrava una certezza. Delucidazioni e chiarimenti non tarderanno ad arrivare per capire, infine, se si tratta di realtà o di una semplice strategia politica.

22/03/11

Francesca Putrino

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