Confisca di beni

La confisca, disposta per evasione fiscale, di beni stimati in circa 127 milioni di euro, nei confronti dell’imprenditore marsalese Michele Angelo Licata, 60enne, diventa definitiva.

L’uomo, noto per la sua attività nel settore della ristorazione e nel campo alberghiero, è stato per anni al centro di un’indagine della guardia di finanza, dalla quale è emerso che il gruppo Licata avrebbe evaso Iva e altre tasse per circa 6-7 milioni di euro.

Il provvedimento riguarda ristoranti, alberghi, auto, terreni, conti bancari al centro dell’intervento della Cassazione che ha respinto il ricorso dell’imprenditore e dei suoi familiari contro la sentenza della Corte d’appello di Palermo che, tranne che per alcuni beni della moglie, aveva confermato la confisca.