È passato più di un mese da quando l’Etna ha iniziato la sua attività vulcanica.

Ha regalato spettacolo, ma ha procurato anche diversi danni.

 

Le eruzioni hanno riversato cenere e lapilli nelle campagne, rovinando intere coltivazioni.

L’enorme quantità di cenere e lapilli ha praticamente messo in ginocchio l’agricoltura, provocando danni ingenti per il settore agricolo. Sono, infatti, migliaia le aziende agricole, florovivaistiche, che stanno assistendo alla rovina di intere produzioni. Le zone maggiormente colpite sono quelle della fascia pedemontana, ma anche Giarre, Acireale, Fiumefreddo, e ampie zone della piana di Catania.

 

Alla luce di questi eventi, Coldiretti afferma la necessità di istituire in Sicilia una vera “comunità etnea” che preveda norme ad hoc per chi è costretto a subire ormai periodicamente i danni della cenere. Per pulire le strutture e le coltivazioni serve tempo, acqua e quindi l’impiego massiccio di manodopera. Dunque, sottolinea che bisogna avviare un nuovo sistema di interventi che salvaguardi anche gli imprenditori agricoli.