Ieri pomeriggio l’Etna è tornata a farsi sentire, ma le conseguenze del suo risveglio non sono passate inosservate.

Lapilli e cenere hanno provocato numerosi danni in diversi Comuni, tra cui quelli più colpiti sono stati Giarre, Riposto e Milo. Quest’ultimo è stato sommerso da un tappeto alto 5 centimetri di cenere vulcanica. Circa 7 chili per metro quadrato, caduti nel giro di due ore, dalle 18 alle 20.

Il sindaco di Milo, Alfio Cosentino, si è dichiarato stanco e avvilito per un problema, quello della cenere dell’Etna, che si ripresenta da ormai sette mesi ed è diventato insostenibile. Il Comune ancora non ha pagato alle ditte private circa 300mila euro.

È necessario il supporto della Regione, perché anche questa è un’emergenza che continua a creare disagi alle produzioni agricole, per la quale bisogna intervenire subito. Milo è la principale fonte di economia tanto che nei prossimi giorni è in programma la 41esima ViniMilo.

Il Presidente della Regione, Nello Musumeci, ha ribadito la necessità che la Protezione civile nazionale e il governo di Roma facciano un ulteriore sforzo finanziario e intervengano su Bruxelles. È importante che l’Unione Europea riconosca questo fenomeno come calamità nazionale e autorizzi un Piano per affrontare questa emergenza.

FONTE FOTO: GAETANO LONGO