Rischio di chiusura per imprese della panificazione

L’aumento del prezzo del gas e dell’energia elettrica mette in pericolo le imprese della panificazione. Antonio Tassone, Presidente Nazionale Assipan Confcommercio, ha affermato che è a rischio la produzione del pane artigianale. Le piccole e medie imprese di questo passo scompariranno lasciando spazio ai grandi operatori industriali.

I dati attuali mostrano un incremento eclatante delle bollette della luce e del gas. Avanzando delle prime stime sugli effetti della crisi sul settore della panificazione, da qui alla metà del 2023, in assenza di aiuti concreti alle imprese, si rischia di perdere fino a 1.350 aziende dell’intero settore della panificazione che potrebbero chiudere senza essere sostituite da nuove imprese, arrivando a una perdita di circa 5.300 posti di lavoro.

Assipan Confcommercio chiede al Governo un adeguato e tempestivo credito d’imposta, nonché un tetto massimo a questi costi, come è avvenuto con successo in altri paesi europei, quali Spagna e Portogallo.

Inoltre, chiede di revisionare la fissazione dei prezzi del gas sul mercato TTF, ossia l’indice di borsa del gas sul mercato dei Paesi Bassi, dal quale sarebbe opportuno sganciarsi, e di valutare la possibilità di praticare prezzi del gas legati ai contratti di fornitura.

Assipan conclude chiedendo di riconsiderare l’attivazione della moratoria sui finanziamenti in essere per un periodo di almeno 12 mesi, misura applicata in piena emergenza pandemica.

Si tratta di mosse necessarie per far sì che il pane artigianale, un bene indispensabile, possa continuare a essere presente nelle tavole degli italiani.