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Auto ariete

Un’altra auto ariete contro il negozio di abbigliamento per bambini di via Vittorio Emanuele. Dopo soli due settimane forse un altro tentativo intimidatorio. Sempre di lunedì, questa volta intorno alle 5 del mattino, solo un’ora dopo rispetto a quindici giorni fa, ma l’azione identica: una volta sfondato il vetro della porta d’ingresso, i ladri vanno ad arraffare vestiario, un quantitativo che, comunque, ha il suo peso in termini economici, visto che si tratta di vestitini firmati.  I proprietari sono sgomenti di fronte a tanto accanimento, anche questa volta sono stati allertati dal sistema di antifurto, ma chiaramente i ladri hanno fatto in tempo a darsela a gambe levate. La città s’interroga su quest’episodio che scatena una psicosi generale: il timore è che si diffonda una nuova ondata di violenza, un po’ come avvenne circa una ventina d’anni fa, quando non si camminava tranquillamente per strada sia di giorno che di notte. A questo proposito il consigliere Nino Naso del Mpa ha presentato una interrogazione consiliare incentrata sulla sicurezza e la tutela dei commercianti vessati, ormai davvero in ogni modo, soprattutto quelli di via Vittorio Emanuele, per questioni tristemente note. Questa nuova forma di furto con scasso ha decisamente preso piede nel comprensorio etneo, solo la scorsa settimana ad Adrano un negozio ha avuto il medesimo trattamento: lo sfondamento della vetrata d’ingresso e il furto celere di oggetti al suo interno. Il timore a questo punto a Paternò è che queste forme veementi di furto o rapine, anche queste in drammatico aumento, possono degenerare e nessuno si senta più sicuro a camminare per le arterie cittadine anche le più centrali e popolose. L’episodio reiterato del furto al medesimo negozio, indurrebbe a pensare che ci sia dietro un’organizzazione malavitosa, che magari più avanti si presenterà qualcuno ai proprietari derubati, per fornire sotto pagamento protezione. Insomma, a quel punto dovrebbe essere chiaro, visto che nessuno o pochissimi a Paternò fra i commercianti pagano il pizzo, la malavita voglia riorganizzarsi tramite questi atti intimidatori. Questa potrebbe essere una delle ipotesi che gli investigatori stanno seguendo, ma sembra che non sia la sola. Il ripristino della sicurezza, tuttavia, è prioritaria.

14/11/11

Lucia Paternò

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