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Ancora rifiuti

Sciopero in 13 comuni su 18. A braccia incrociate, oggi, dunque, la maggior parte dei lavoratori ecologici del Consorzio Simco, al servizio nei comuni di Simeto-Ambiente. Ci sono, però, le eccezioni. Si è lavorato infatti ad Adrano, unico comune dove i lavoratori hanno percepito per intero lo stipendio, e poi, ancora, a Paternò, a Mascalucia, San Pietro Clarenza e Sant’Agata Li Battiati. La situazione sembra lontano dall’essere risolta i lavoratori di Biancavilla, cui fanno eco i lavoratori di molti altri comuni, fanno sapere che continueranno a protestare ad oltranza finché non avranno per intero la retribuzione.

Il 50%, garantito dal Consorzio Simco, a loro non basta. E sulla vicenda arriva la dura presa di posizione del sindaco di Biancavilla, Pippo Glorioso, alle prese dallo scorso sabato con l’emergenza rifiuti. Per Biancavilla, come per Santa Maria di Licodia, infatti, i lavoratori hanno incrociato le braccia, già sabato, con i cumuli di rifiuti cresciuti già oggi a dismisura.

Con disappunto e dispiacere – afferma il sindaco Pippo Glorioso – devo prendere atto che per l’ennesima volta sono i cittadini della nostra città i primi a pagare il prezzo di una situazione che appare davvero lontana dall’essere risolta. I rifiuti che ancora una volta fanno pessima mostra di sé nelle nostre strade in seguito allo sciopero dei netturbini sono un danno inaccettabile per Biancavilla e per i biancavillesi. Noi come Comune di Biancavilla – aggiunge il primo cittadino – abbiamo sempre fatto il nostro dovere nell’ambito della questione rifiuti. Ultimamente, unitamente agli altri comuni, abbiamo già pagato la mensilità di settembre e corrisposto all’Ato un ulteriore acconto di un milione di euro. Da quanto ci risulta, pare che invece la Dusty abbia liquidato ai netturbini solo la metà dello stipendio di settembre. Sarebbe interessante sapere – conclude Glorioso – quando Biancavilla e i biancavillesi finiranno di pagare ingiustamente scioperi come questo, indetti oltretutto dai lavoratori ufficialmente contro la ditta”.

Mary Sottile

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