Una costruzione abusiva all’interno della quale il titolare aveva allestito una stalla, finalizzata a dare ricovero a un cavallo. Questa è la situazione dinanzi alla quale si sono trovati gli operatori di polizia del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Adrano.

Nel corso della quotidiana attività di controllo del territorio, gli agenti della Volante hanno avuto il sospetto che all’interno di un garage in contrada Capici potesse essere custodito, in condizioni igieniche sanitarie non adeguate, un cavallo. Temendo che l’animale potesse essere maltrattato, gli investigatori si sono subito messi all’opera al fine di individuare il proprietario del garage.

Sono riusciti a identificare il titolare e, quindi, è stato chiesto all’autorità giudiziaria l’emissione di un decreto per eseguire una perquisizione che ha dato esito positivo, in quanto all’interno del manufatto abusivo gli agenti hanno trovato un cavallo, per il ricovero del quale era stata allestita una lettiera di paglia.

Gli agenti hanno accertato subito che il cavallo era privo del microchip identificativo, ragione per la quale è intervenuta l’Asp di Paternò. L’azienda sanitaria ha inviato sul posto dei medici veterinari specializzati che hanno provveduto a inoculare nell’animale il microchip.

Tale dispositivo consentirà di registrare il cavallo presso l’anagrafe equina e di fornire al cavallo stesso un passaporto con il numero identificativo del microchip, dove vengono inserite le regolari vaccinazioni e i trattamenti dell’animale.

Altro personale specializzato, ma della sezione antiabusivismo edilizio della Polizia Locale di Adrano, ha provveduto nel frattempo a denunciare il titolare del garage, un uomo di 43 anni con precedenti specifici, per aver realizzato il manufatto con blocchi di cemento senza aver avuto alcun permesso di costruire.

Nei confronti dell’indagato, inoltre, sono state irrogate sanzioni per un importo complessivo superiore agli 11.500 euro, dei quali oltre 10mila per non aver denunciato l’animale all’autorità sanitaria competente e 1.500 poiché il cavallo era privo del microchip identificativo.

L’animale è stato sottoposto a sequestro amministrativo e affidato a un maneggio della zona.